Davide. Spalle larghe e barba nerissima. Mi tirava su con una mano sola.
Facevo l’amore con lui senza sudare. Viziata.
Un giorno gli ho regalato un dvd, non siamo arrivati alla fine, mi ha sollevata prima.
Portavo Michele alle mostre, dove i piedi e la schiena mi facevano male. Lo trascinavo per le sale. Finché reggevo il bruciore.
Aveva riccioli cioccolato e le gambe sottili.
La sera gli montavo sopra. Lo schiacciavo. Finivo esausta.
Era un venerdì, tardo pomeriggio inizio della sera. Davide stava portando al tavolo due birre. Michele mi ha vista seduta fuori. Avevo gli occhiali da sole che mi tenevano su i capelli e un rossetto viola.
Mi ha guardata. Ha visto Davide.
Me ne sono andata. Non ho più visto nessuno dei due.
Tu. Tu mi fai sentire leggera e pesante. Spensierata e seria.
Adatta per la sala di un teatro o la giostra di un luna-park. Me stessa e complicata, arrovellata, mescolata.
Con i tuoi capelli biondi stretti tra le dita posso spogliarmi o farmi spogliare.
Non ho più bisogno, di spalle larghe o gambe sottili.
Con te sono tutto.
