Consigli per scrivere

3 libri sulla scrittura che ho trovato utili e perché 

Iniziamo con una doverosa e un po’ provocatoria premessa: non si impara a scrivere leggendo. Né leggendo romanzi, né leggendo saggi sulla scrittura. Si impara a scrivere scrivendo, esercitandosi, provando stili diversi, leggendo a voce alta quello che si è scritto e scrivendo di nuovo. E ancora, e ancora.

Cosa leggere per imparare a scrivere

Poi sicuramente la seconda cosa più utile per imparare a scrivere è leggere, ma non saggi sulla scrittura, bensì romanzi, saggi, biografie, titoli di varia, persino libri di cucina. Leggere grandi classici e autori contemporanei, leggere ogni genere, perché più ci si confronta con altri testi, più avremo le idee chiare su come vogliamo che sia il nostro. Più leggiamo, più assimiliamo stili, strutture narrative, idee geniali e più saremo propensi a crearne di nostri.

I libri che “insegnano a scrivere” vengono dopo tutto questo, e sinceramente, non credo servano a molto. Spesso dicono tutto e il contrario di tutto, parlano di casi specifici universalizzandoli (e sappiamo che questo con le produzioni artistiche è sempre rischioso e spesso inutile) e danno consigli pratici banali o difficilmente applicabili. Però c’è un però, altrimenti non sarei qui a scrivere questo articolo. Il però è che, se non li prendiamo per oro colato, alcuni libri su come si scrive possono dare spunti interessanti di riflessione, aiutare a sbloccarsi e far venire qualche idea.

Arriviamo quindi ai tre libri sulla scrittura che consiglierei a vuole migliorare

Usati con moderazione, anche i libri sulla scrittura hanno un loro perchè, e quindi ecco i miei tre consigli per gli acquisti:

1) Esercizi di stile di Raymond Queneau: 

Perchè da un esempio pratico di come la scrittura sia anche un lavoro artigianale e tecnico, e perché da molti spunti per esercitarsi. È il mio esempio preferito di come molto nella scrittura non sia grande genio artistico, ma lavoro artigianale con parole, stili, linguaggio. Un lavoro di fino che va esercitato. E quale modo migliore di esercitarlo che scrivendo 99 versioni della stessa storia? La traduzione di Umberto Eco poi restituisce tutto l’ingegno e la cura del testo originale.

Ovviamente, dopo averlo letto (spulciato, sfogliato, leggendo una storia qua e là o dieci di fila) correte a prendere il vostro computer e a fare i vostri “esercizi di stile”!

2) Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami: 

Perché dice tutto quello che c’è da dire in modo semplice e non pretestuoso. A volte cose come “non raccontare ma fai accadere” o “il viaggio dell’eroe” ci sembrano trite e ritrite, eppure non è così semplice passare dalla teoria all’azione e un ripasso delle basi è sempre utile ogni tanto.  Quelle che sembrano banalità sono i mattoni su cui costruire una buona storia e una buona narrazione e se davvero li applicassimo sempre e fino in fondo saremmo tutte scrittrici migliori.

Ne consiglio la rilettura ogni due/tre anni, come i ripassi obbligatori delle misure di sicurezza: forse scontati, ma sempre utili.

3) Il mestiere di scrivere di Raymond Carver: 

Con questo consiglio ribaltiamo il punto di vista (più tecnico e “artigianale”) sulla scrittura che ho dato con i due consigli precedenti. Qui ci concentriamo sull’urgenza della scrittura sul capire cosa davvero si ha da dire e perché. Non è detto che si debba sempre scrivere solo di ciò che si conosce, o raccontare storie che ci sembrano necessarie, a volte il futile e l’immaginato sono potenti quanto il realismo. Però partire da una solida base di urgenza e quotidiano ci aiuta a maneggiare il racconto, a lasciarci andare, a entrare nel flusso svuotando quello che abbiamo dentro. Esercitarsi a trovare il proprio punto di vista dentro la propria storia e la costruzione del nostro io è un modo, anche se sicuramente non l’unico, molto efficace per scrivere qualcosa di interessante, e vi consiglio di provarci.

Un punto di partenza per scrivere

Alla fine scrivendo questa carrellata mi rendo conto che l’utilità dei libri sulla scrittura è legata al fatto che ci spronano a sperimentare, a scrivere e riscrivere, a prestare attenzione ai dettagli. Come tutti i manuali, in tutti gli ambiti, non possono sostituirsi all’esercizio pratico, ma possono dargli una mano.

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