Consigli per scrivere

Gli errori più comuni degli scrittori alle prime armi

Ogni libro scritto bene si somiglia, i libri scritti male sono scritti male ognuno a proprio modo.

Ecco ora che ho usato anche io una rivisitazione dell’inizio più famoso di un libro posso ritenermi a pieno titolo una persona che ha un blog che parla di editoria.

Peccato però che non sia proprio vero. Anzi, è vero il contrario, i libri scritti bene hanno trovate originali, spunti interessanti e soluzioni brillanti ai loro problemi.

Gli errori di chi invece è alle prese con un romanzo spesso si somigliano e si ripetono, e noi editor siamo abituati a coglierli al volo.

Ecco i quattro errori che vedo più spesso nei miei autori: 

  1. Equilibrio tra i vari momenti della storia.

Tendenzialmente ci si dilunga molto sull’inizio,le prime descrizioni dei luoghi, la presentazione dettagliata dei personaggi, le premesse della storia. Poi, un po’ perché si vede la fine del lavoro e si vuole chiudere, un po’ perché ormai si danno per scontate molte cose si va troppo veloci sullo svolgimento finale, perdendosi per strada descrizioni e parti più narrative e “buttando lì” i dialoghi e gli avvenimenti.

Lo so che non vedi l’ora di finire, ma chiediti se stai dando uguale dignità a tutte le parti del tuo racconto e se forse non varrebbe la pena soffermarsi un po’ di più sulla seconda metà del manoscritto per finirla con calma.

  1. Coerenza di tempo cronologico, climatico e di ambientazione. 

Hai cambiato talmente spesso l’ambientazione, l’ordine dei capitoli, hai aggiunto paragrafi, benissimo, ma hai controllato che la storia prosegua coerentemente tra tempo atmosferico, tempo cronologico ed evoluzione dei personaggi. Perché gli errori sono dietro l’angolo: maniche corte a dicembre; la primavera diventa inverno senza passare per estate e autunno; passano due settimane e il clima è completamente diverso o dopo due anni il protagonista ha la stessa età; gestazioni che durano tre mesi o tre anni; fiori che sbocciano nel periodo sbagliato e animali che pascolano quando dovrebbero essere in ritardo. Io una volta in un racconto di tre cartelle (quindi non così difficile da tenere sotto controllo) sono riuscita a mettere le rotoballe in primavera: mio nonno trentino si è rivoltato nella tomba.

Individuare questi errori è più facile se si legge il testo per la prima volta ed è quindi il lavoro perfetto per quel parente/compagno/amico che vuole proprio leggere il tuo manoscritto ma non capisce niente di letteratura: un compito semplice, che non richiede capacità artistiche e ti aiuterà nel concreto. Cosa aspetti, è l’ora di girare il file alla zia.

  1. Un altro errore banale ma purtroppo comune è quello che riguarda i personaggi secondari.

Spariscono, cambiano nome o caratteristiche fisiche, cambiano modo di parlare o carattere. Anche questo è un perfetto lavoro da “zia che ama leggere”: una revisione attenta può risolverlo in fretta. La zia potrà anche compilare un elenco dei personaggi con le loro caratteristiche, fisiche e non, da usare poi per verificare che non cambino con lo scorrere delle pagine: questo elenco vi aiuterà a evitare errori in ogni revisione e modifica futura.

  1. E poi, il cruccio di tutti i revisori e correttori di bozze: la coerenza di persona e tempo verbale scelti per la narrazione. 

Che tu abbia scelto la prima o la terza persona singolare, il tempo passato o presente o persino la seconda persona singolare al futuro, l’importante è che persona e tempo rimangano coerenti per tutto il testo. Sembra banale ma ci si dimentica e distrae più di quanto si creda, e capita molto spesso che un testo al passato abbia qualche paragrafo, o interi capitoli, al presente. Fortunatamente questi di solito saltano agli occhi nelle riletture, sfortunatamente sistemarli è una vera rottura.
Ci possono essere delle eccezioni? Certo, può esserci un presente storico in un testo al passato, un ricordo al passato in un romanzo tutto al presente e altre eccezioni, ma queste devono essere volute, ragionate, non sviste involontarie. 

L’importanza della revisione

Revisionare ciò che si è scritto è noioso, a me fa venire fisicamente la nausea, soprattutto se sono alla terza, quarta riscrittura e quindi alla terza quarta revisione. spesso l’istinto è quello di limitarsi a rileggere solo le nuove parti inserite o i paragrafi modificati, così facendo però si rischia di perdere di vista l’insieme e lasciarsi sfuggire incongruenze ed errori.

Dobbiamo quindi armarci di santa pazienza, e magari di un parente/amico/conoscente che ama leggere e ha voglia di farci un favore, e fare sempre quella rilettura finale in più. Vi stupirete di quanto sarà utile.

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