Come funziona l'editoria

Dalle royalties al prezzo di copertina: come girano i soldi attorno a un libro?

Oggi in libreria un libro a nero (cioè stampato in bianco e nero, senza inchiostro colorato o carte particolarmente costose, come quelle patinate) costa circa 18 euro.

Non siamo qui per questionare se sia troppo o troppo poco: costa come il biglietto di ingresso a una mostra, come un pranzo fuori in un fast food, come un gioco da tavolo semplice, come un abbonamento mensile a un canale di streaming. Ma perché costa così? Quanti soldi vanno effettivamente all’autore? Come girano i soldi per fare un libro?

Libri e conti economici

Un libro è un prodotto, un oggetto da vendere, è anche arte (la cui definizione poi è tutt’altro che scontata) ma non è commissionato da un mecenate o sponsorizzato da qualche ente (salvo in casi specifici) quindi, come tutti i prodotti destinati alla vendita fatti da aziende che devono fatturare più che il rapporto qualità/costo quello che conta davvero è il rapporto costo/guadagni. Come tutti i prodotti, dietro all’ideazione, alla produzione e al prezzo di un libro c’è un conto economico.

Tutto gira attorno alla tiratura del libro

Fare una copia di un volume o farne 10 mila cambia ma non così tanto, questo perché il libro ha una serie di costi fissi, l’editor, la copertina, l’impaginazione, l’ufficio stampa, ovviamente il tempo per scriverlo e idearlo e pochi costi variabili, cioè la stampa e la distribuzione. Per questo i costi fissi vengono giustificati e ammortizzati in base alla tiratura, a quante copie vengono stampate del libro e quindi a quante si pensa di venderne, almeno in prima battuta.

Se l’editore crede fortemente in un libro, pensa che venderà moltissimo, allora può aumentare la tiratura e, a prezzo di copertina fisso, spendere molti più soldi per realizzarlo. Invece se ci crede poco, o non vede grande mercato per quel manoscritto, immaginerà una tiratura bassa, un prezzo di copertina di qualche euro più alto, pagherà poco di anticipo all’autore (ne parliamo meglio nel prossimo paragrafo) e cercherà di contenere i costi.

In generale se un libro copre i costi con la sua prima tiratura (che sia di duemila o ventimila copie) allora ogni ristampa per la casa editrice è un’ottima notizia. È molto meglio a livello di budget che un libro con una prima tiratura bassa ristampi piuttosto che un libro con una tiratura alta venda la metà del previsto. Cinquemila copie vendute non sono uguali per tutti. 

Quanto viene pagato l’autore di un libro?

Il compenso di un autore è forse il costo più variabile del nostro conto economico, dipende però sostanzialmente da una sola cosa: quanto l’editore crede che l’autore venda. Se un autore si pensa possa vendere tanto verrà pagato tanto, altrimenti riceverà se va bene un migliaio di euro.

E tu dirai: ma l’autore non prende una percentuale sulle vendite? Sì certo, prende le royalties, ovvero una percentuale sulle vendite ma, e questo è un grossissimo ma, l’autore riceve un anticipo che non dovrà rimborsare su queste royalties. L’anticipo sono le royalties su una prima parte delle vendite, che però l’autore potrà tenere se queste vendite non vengono raggiunte (cosa che succede molto, aiutatemi a dire molto, molto spesso).

Se invece il libro vende più copie di quelle che servono per pagare l’anticipo, allora da lì si iniziano a calcolare le royalties sul venduto e riceverà (tendenzialmente una volta all’anno) il saldo. Nel conto economico le royalties sono una percentuale del costo finale e l’anticipo viene giustificato dalla tiratura prevista.

Ovviamente si può negoziare anche la percentuale stessa delle royalties, ma i parametri su cui si negozia sono, a grandi linee, gli stessi su cui si negozia l’anticipo: Quanto ha già venduto quell’autore? Quanto è famoso? Quanto è forte il tema del manoscritto? E quindi, come sempre: quanto pensiamo che il suo libro possa vendere.

Quindi facendola molto veloce: grande fiducia nelle vendite, grande tiratura, grandi royalties (più o meno) grande possibilità di anticipo, bassa fiducia nelle vendite, bassa tiratura, basse royalties, anticipo basso.

I libri non vendono gran che, gli autori non guadagnano gran che

Secondo l’articolo Quante copie vendono i libri apparso il 25 gennaio su Il Post “i titoli che hanno venduto più di 2mila copie sono 3.254: significherebbe che oltre 80 degli 85mila libri pubblicati hanno venduto meno di 2mila copie.” 

Questo vuol dire che, con un prezzo medio di copertina di 15 euro e le roy all’8% un autore prende circa 1200 per ogni mille copie vendute, se appunto ci arriva. Con questi numeri la stragrande maggioranza di autori di libri lo fa per motivi diversi dai soldi. Questo non vuol dire che non ne valga la pena, ma che dobbiamo essere realistici nei nostri progetti e nelle nostre aspettative.

Le voci di spesa che compongono il prezzo di un libro

Riassumiamo un po’. Le voci da considerare per decidere il prezzo sono quindi di due tipi, variabili, e quindi legate al singolo pezzo:

1)    Il costo di stampa: la tecnologia dietro la stampa di un libro cartaceo è semplice, e si è evoluta molto poco negli anni. Un libro è un prodotto facile ed economico da produrre, nonostante il recente aumento dei prezzi delle materie prime, stampare un libro a nero costa pochi euro.

2)    Il compenso dell’autore: come abbiamo visto prima nel conto economico si considerano le royalties, questo valore è molto variabile e va da qualche decina di centesimi a copia fino a un terzo del prezzo di copertina.

3)    I costi di magazzino e distribuzione

4)    La percentuale dei rivenditori (che siano librerie o store online)

E fissi:

5)    I costi fissi della casa editrice (che ha all’interno e da mantenere tutti i reparti, dal marketing agli editor, dai grafici agli agenti, dall’ufficio stampa a quello legale)

6)    I costi di collaboratori esterni, come grafici a partita iva, editor esterni, immagini di stock

7)    I costi di iniziative di marketing e promozione

Questi ultimi vengono ripartiti sul singolo pezzo considerando la prima tiratura prevista (una ristampa elimina praticamente i costi fissi e ha tutto un altro conto economico).

Editoria: quanto costa pubblicare un libro in Italia

Tutto questo è un discorso generale, case editrici diverse hanno modi diversi per strutturare i conti economici, spese diverse e priorità diverse. In generale però non ci si discosta molto da questi elementi, anche perché il libro è davvero una tecnologia che ha poche differenze tra un produttore e l’altro e la più grande innovazione degli ultimi decenni, ovvero l’ebook non ha ancora cambiato il modo di ragionare sul prodotto, se mai è un di più prodotto di conseguenza.

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